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Commedia
musicale nata nel 1974 dalla penna di Garinei e Giovannini – con
la collaborazione di Jaja Fiastri – e dalla partitura di Armando
Trovajoli può sicuramente definirsi un classico del teatro
italiano. Fin dalla sua prima rappresentazione ha conquistato il
cuore del pubblico che ha applaudito i suoi personaggi in ogni
angolo del mondo. Rarissimo caso di commedia veramente
internazionale è stata rappresentata in oltre 50 versioni dalla
Russia all’Inghilterra, dal Brasile alla Cecoslovacchia,
dall’Austria all’Argentina e poi in Messico, in Perù e in
Spagna.
Spettacolo unico e particolarissimo trova il suo successo, oltre che
nelle invenzioni del testo e delle musiche, nella perfetta macchina
teatrale inventata da Giulio Coltellacci che firmò scene e costumi.
La canonica, la piazza con il sagrato, l'Arca si succedono in
maniera continua grazie ai due girevoli che danno vita a cambiscena
che spesso hanno strappato l’applauso a “scena aperta”
In questa versione ritroviamo le coreografie di Gino Landi, tra i più
apprezzati e conosciuti coreografi italiani e storico collaboratore
dell ditta G&G e autore delle coreografie originali.
La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David
Forrest, narra le avventure di Don Silvestro e del suo paese, scelti
da Dio per costruire una nuova arca e salvarsi dal secondo diluvio
universale.
Ma non tutto è così semplice. Un sindaco tirchio e invidioso,
Clementina, la sua giovane figlia innamorata, Toto, il giovane
ragazzo campagnolo e Consolazione la donna di vita redenta
dall’amore sono le variabili che producono divertimento e risate
per tutte le oltre due ore di spettacolo.
All'estero, "Aggiungi un posto a tavola" è stato
presentato:
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a
Vienna, al Theater An Der Wien il 19 novembre '76 con il titolo
"Evviva Amico";
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a
Madrid e successivamente in Portogallo dall'11 marzo 1977,
"El diluvio que viene";
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a
Lubecca il 9 giugno '77, "Himmel, Arche und Wolkenbruch";
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in
Messico, Argentina e Cile dal mese di marzo '78, "El
diluvio que viene";
-
a
Londra, al Teatro Adelph, nel 1978 con il titolo "Beyond
the rainbow", prodotta da Harold Fielding e Harry Bernsen,
diretta da Pietro Garinei e coreografie di Gino Landi,
protagonista Johnny Dorelli;
-
a
Mosca al Teatro dei Congressi, con il titolo "Konetz sviet"
("Il finimondo"), il 10 aprile 1989;
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a
Sverdlovsk, al Teatro Nazionale nel settembre '88, sempre con il
titolo "Konetz sviet"
("Il finimondo");
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a
San Paolo (Brasile) dal 21 luglio 2000, "Ai vem o
diluvio";
-
in
Ungheria "Mennybol a telephon".
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